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I viaggi in Italia, la formazione, la maturità
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Alla sezione dedicata ai predecessori di Corot segue quella della formazione del pittore francese, che lo porta ad alcune soluzioni di sintesi e originalità che sfoceranno poi, nell'ultima sezione, nell'influenza che Corot esercitò sugli artisti delle generazioni successive.
Alcune opere di Corot vengono messe a confronto con quelle dei suoi maestri, Achille Etna Michallon i cui corsi Corot seguì, e Pierre Henry de Valenciennes dal cui trattato di pittura Corot sicuramente trasse spunti per il suo modo di approciarsi allo studio e alla resa della natura e del paesaggio.
Fondamentale nella formazione di Camille Corot furono i viaggi in Italia, in particolare quello del 1825 che lo tenne nel nostro paese per 3 anni, e poi ancora nel 1834. Al tempo, un periodo di studio e formazione in Italia, immersi nel paesaggio romano, nello studio delle rovine dell'antichità, era considerata una tappa fondamentale nella formazione di un artista. Già Poussin, il primo dei grandi paesaggisti, aveva scelto come sua patria d'adozione l'Italia.
In Italia Corot dipinge cercando di applicare quei principi e tecniche che aveva appreso nella sua formazione teorica, in particolare lo studio degli effetti di luce eseguiti en plain air eseguiti sullo stesso soggetto in varie ore della giornata per cogliere le variazioni e le possibilità di cogliere forma e atmosfere di un paesaggio attraverso luce e cromatismi.
Gli Ornamenti della Natura
Ampio spazio della mostra è dedicato anche agli schizzi e studi di quegli "ornamenti della" natura su cui il pittore deve impratichirsi prima di passare all'opera vera e propria: alberi, cortecce e superfici, foglie, ecc.
Gli insegnamenti che Corot recepisce richiedevano di studiare "dal vivo" la natura impratichendo occhio e mano nella capacità di rendere forme, superfici, luci in modo da poter poi in studio comporre un paesaggio ideale, una composizione che l'artista crea mettendo assieme elementi naturali che sono nella sua memoria e ai quali è in grado di attingere con sicurezza e maestria.
In questo Corot seguirà la lezione teorica di Pierre Henri de Valenciennes, paesaggista francese della fine del '700 e professore della Scuola Imperiale di Belle Arti che scrive un manuale di pittura paesaggistica: Éléments de perspective pratique à l'usage des artistes, suivis de réflexions et conseils à un élève sur la peinture et particulièrement sur le genre du paysage. In questo testo il Valenciennes individua tre fondamentali elementi nella composizione del paesaggio: gli alberi, il cielo, l'acqua. Tutti elementi che si ritrovano negli studi di Corot che cerca di impratichirsi nella resa delle contorsioni degli alberi, nelle superfici delle cortecce dei tronchi, nei colori e forme di cielo e delle nuvole, nei riflessi e moti delle acque.
Sempre il Valenciennes consiglia di studiare un paesaggio ritraendo la stessa scena in vari momenti della giornata per cogliere gli effetti che la luce ha su forme e colori. E si potrebbe quasi considerare la luce il quarto ornamento della natura del quale Corot cerca, spesso riuscendovi, di impadronirsi.
Il Paesaggio Ideale
Una volta studiati, spesso en plein air, gli ornamenti della natura individuati dal Valenciennes, questi vengono assemblati in studio seguendo un progetto, una sensazione, la volontà di una particolare resa formale o emotiva. Gli alberi allora diventano di volta in volta cornici, cortine, sipari, veli. Il cielo suggerisce uno stato d'animo e un'atmosfera, e l'acqua uno specchio che trasfigura la realtà come ne La cattedrale e la città viste da dietro gli alberi, al mattino che compare anche nelle locandine della mostra.
Il paesaggio quindi non è per Corot una semplice riproduzione della realtà che si ha davanti agli occhi, ma una creazione attiva che viene composta unendo elementi come sfondi, cieli, alberi, costruzioni, laghi, fiumi, arbusti che il pittore ha tra le sue memorie e che utilizza per meglio dare forma all'idea estetica ed espressiva che vuole raffigurare. Ed è nelle conclusioni e nei risultati che Corot otterrà in questa sua ricerca, buona parte della sua modernità.
Per maggiori informazioni:
info@mostralouvreverona.com
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