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| Il Settecento a Verona - Scipione Maffei |
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Non si può trattare del Settecento a Verona senza parlare di Scipione Maffei la personalità di maggiore spicco e modernità a cavallo tra XVII e XVIII a Verona, ma che seppe conquistarsi ammirazione e seguito anche in molti ambienti culturali europei, Francia e Inghilterra soprattutto. Per la figura di Scipione Maffei si possono trovare moltissime definizioni, ma nessuna da sola è sufficiente a rendere merito del sua poliedrico intelletto: poeta, giornalista, saggista, storico, archeologo, scienziato, filosofo, teologo, studioso di dottrine politiche, animato da una sete mai paga di nuove conoscenze, anticipatore di quel sentimento di "italianità" che avrebbe portato, nel secolo successivo, alla nascita dei movimenti risorgimentali e unitari.
Scipione Maffei nacque a Verona nel 1675 in una nobile famiglia di marchesi e dopo i primi studi presso i Gesuiti a Parma fu subito proiettato negli ambienti intellettuali dell'epoca. E' a Roma, dove nel 1698 viene ammesso all'Arcadia.
Sperimenta la guerra in prima linea come militare nella battaglia di Donautworth a fianco della Francia contro l'Imperatore, e tornato a Verona, nel 1710 da' vita al "Giornale dei Letterati" pubblicazione trimestrale di contenuti eruditi che ebbe forte influenza su tutto il territorio della penisola.
Nel 1712 intraprende la ricera dei codici della Capitolare di Verona. La biblioteca fondata nel 380 d.C. come scriptorium annesso alla cattedrale conservava manoscritti e incunaboli inestimabili. Con la peste del 1630 che aveva decimato la popolazione di Verona, inclusi molti monaci e bibliotecari, gli antichi codici erano andati perduti. Grazie all'insistenza del Maffei fu avviata la ricerca che portò alla scoperta dei preziosissimi volumi. Il Maffei si applicò immediatamente allo studio e alla catalogazione del materiale della Capitolare da cui emersero opere destinate a rivoluzionare la studio della storia e della letteratura dell'antichità.
L'amore per i libri e la cultura era tale e così moderno in Maffei che egli concepiva per essa un'idea di universalità e si spese per la costituzione di biblioteche aperte al pubblico dove ciascun cittadino anche privo di mezzi economici potesse avere accesso.
Nel frattempo il Maffei si stava interessando alla costruzione di un museo lapidario dove raccogliere iscrizioni ed epiigrafi antiche che lui stesso collezionava. Il Museo venne finalmente istituito nel 1745, tra i primi in Europa e ancora oggi, nel frattempo arricchitosi di nuovi materiali e opere, è visitabile, nel luogo dove il Maffei, del quale porta il nome, lo volle.
Altra sua impresa fu la stesura de la Verona Illustrata, pubblicata nel 1732, concepita come un'operetta "che passasse in rassegna tutte le cose degne di essere ricordate", una sorta di guida turistica per la conoscenza della città ad uso di cittadini e forestieri, finì per diventare un voluminoso trattato sulla storia di Verona.
Nel 1732 Scipione Maffei inizia un grande viaggio che lo porta in giro per l'Europa: in Svizzera, Francia, Inghilterra, Olanda, Fiandra, Germania e Austria. La sue imprese letterarie, soprattutto l'opera teatrale Merope, gli avevano dato una notorietà internazionale.
Il Maffei non tralasciò nemmeno la politica, cosa che gli causò non pochi guai. Nel 1737, al ritorno dal suo viaggio in Europa, egli pubblica L'impegno Politico, un testo coraggioso nel quale, con una acutissima capacità di analisi che precorre i tempi e resta tutt'ora molto attuale, esamina le cause della decadenza economica dello Stato Veneto di cui allora Verona faceva parte, contestualizzandolo inoltre nella situazione di precarietà in cui versavano anche gli altri stati italiani, spesso in balia dei potentati stranieri. Il Maffei ipotizza come soluzione il coinvolgere nel governo rappresentanti del Senato eletti nelle varie città di cui il territorio della Repubblica Veneta era composto. Venezia, esattamente sessant'anni dopo, sarebbe caduta ingloriosamente senza colpo ferire sotto la Francia di Napoleone. Lo scritto del Maffei, toccando un nervo molto sensibile nella classe dirigente veneziana, causò non pochi malumori negli ambienti della laguna, e finì per procurargli una condanna al confino. Fu solo grazie all'intercessione di papa Benedetto XIV, con cui il Maffei aveva un rapporto personale, che il marchese venne riabilitato.
Morì nel 1755 lasciando alla Biblioteca Capitolare la sua collezione di manoscritti.
Il Maffei e la Mostra sul Settecento a Verona
La figura eclettica di Scipione Maffei avrà una presenza importante nella mostra "Il Settecento a Verona, la nobiltà della pittura". Nella sezione "Libri illustrati" in particolare verranno presentate alcune opere dell'erudito veronese o ad egli legate: Verona Illustrata (1732), Memorie del General Maffei (1737), Museum Veronese (1749), Orazione funebre in morte del marchese Scipione Maffei di M. Pindemonte (1755).
Itinerari alla scoperta della Verona del Maffei
Molti sono gli itinerari veronesi alla scoperta della vita e delle opere di Scipione Maffei organizzati dalle guide turistiche di Verona in occasione della mostra "Il Settecento a Verona, la nobiltà della pittura". E' possibile visitare il Museo Lapidario Maffeiano, la Biblioteca Capitolare parte del complesso del Duomo, e molti altri luoghi della Verona settecentesca del Maffei possono essere inseriti in appositi itinerari guidati. Per maggiori informazioni o per prenotare una guida turistica che vi accompagni alla mostra il Settecento a Verona e alla scoperta della città:
info@mostralouvreverona.com
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