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| Il Settecento a Verona - I nuovi protagonisti della pittura |
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E' questa sicuramente la sezione più corposa della mostra "Il Settecento a Verona" è sicuramente. In essa sono raccolte le opere della seconda generazione di artisti rococò, con i quali questo genere pittorico raggiunge a Verona la sua maturità sia per quel che riguarda la committenza ecclesiastica, che per la committenza laica, la pittura di genere e la scultura.
Giambettino Cignaroli e Pietro Antonio Rotari
Sono i due protagonisti della seconda parte del secolo, di diversa origine e formazione ma che divennero grandi pittori di successo, non solo sulla scena veronese, ma in grado di trovare appassionati estimatori della loro opera nelle corti di mezza Europa. Giambettino Cignaroli, figlio di un mugnaio e allievo di Prunato, Dorigny e Balestra, Pietro Antonio Rotari, discendente di una nobile famiglia veronese, formatosi a Venezia, Napoli e Vienna fino a divenire pittore di corte dell'imperatrice di Russia Caterina II. Il Settecento, il secolo dei lumi, andava progressivamente riformando anche le rigide divisioni di classe dei secoli precedenti.
Il Cignaroli è un classicista in pieno rococò. Le sue pale d'altare sono caratterizzata da una quasi esasperata perfezione formale e tecnica, le figure sempre eleganti e luminose tanto che gli vennero commissionate da numerose chiese anche fuori dei confini veronesi arrivando fino alla corte spagnola. Con l'occasione della mostra "Il Settecento a Verona" è giunta dal museo del Prado di Madrid la spettacolare Madonna col Bambino l'angelo custode e i santi Lorenzo, Lucia, Antonio da Padova e Barbara. La grande pala fu commissionata al Cignaroli nel 1759 per il Palacio Real del la Granja de San Ildefonso a Segovia.
Tale fu il prestigio di cui godette, l'imperatore Giuseppe d'Austria visitò il suo studio a Verona, che al Cignaroli fu affidata la fondazione e direzione dell'Accademia d'Arte di Verona. L'Accademia che esiste tutt'ora, porta ancora il suo nome.
Quasi contemporaneo del Cignaroli è Pietro Antonio Rotari, anch'egli in grado di realizzare dipinti sia di grande che di piccolo formato di grande eleganza formale e ritratti estremamente vivi ed espressivi che gli valgono committenze importanti come il Ritratto della principessa Elisabetta di Sassonia e della Principessa Cunegonda di Sassonia. Pietro Antonio Rotari finirà i suoi giorni ricco e ammirato, in un modo misterioso presso la corte dell'imperatrice di Russia Caterina II. La mostra il Settecento a Verona presenta un'ulteriore sezione di ritratti di questo importante protagonista della storia dell'arte veronese.
La Pittura di Genere di Marco Marcola
La mostra "il Settecento a Verona, la nobiltà della pittura", permette inoltre di riscoprire un singolare quanto entusiasmante pittore di genere: Marco Marcola, a volte definito il Pietro Longhi di Verona.
Egli è presente alla mostra con due sorprendenti ovali, due "fotografie" dettagliatissime della vita quotidiana nella Verona del Settecento. Nella prima uno spettacolo della commedia dell'arte rappresentato all'interno dell'arena. Nell'altro una scena di saltimbanchi per le vie della città. Sono opere di grande vitalità, ricche di scene nella scena che ci mostrano gli usi, i costumi, le abitudini, le manie dei veronesi del XVIII secolo.
Un'altra sua opera presente in mostra è una rappresentazione del "Bacanal de Gnocco", la sfilata del tradizionale carnevale veronese che ancora oggi si ripete ogni anno il venerdì grasso.
Scultura del Settecento a Verona
In una mostra sull'arte del Settecento a Verona non poteva mancare una sezione dedicata alla scultura con due splendide statue realizzate in tufo locale probabilmente da Domenico Muttoni per li palazzo Zavarise, Mariotto-Ronca. Anche nella scultura, lo stile veronese fu caratterizzato da una grande correttezza ed eleganza formale che si coniugava con una caratteristica torsione dei corpi ancora di derivazione seicentesca, un calibrato bilanciamento dei pesi che invita lo spettatore a guardare l'opera da più lati. Le statue rappresentano Pomona, dea dei frutti e Cerere, divinità delle messi, simmetriche e speculari.
Altri esempi di scultura a Verona nel XVIII secolo sono un meraviglioso San Giuseppe di Diomiro Cignaroli, le sculture bronzee dei santi Fermo e Rustico, e il Martirio di Sant'Arcadio di Angelo Sartori.
Completano questa sezione due divertenti sculture di nani, tema molto diffuso nel settecento e che trova nelle scultura di villa Valmarana a Vicenza il suo più illustre esempio.
In questa sezione oltre: Santa Maria Maddalena penitente; Pan e Siringa; L'arrivo di Erminia tra i pastori; Natività di Maria; Alessandro e Rossane; Viigilanza di Pietro Antonio Rotari; Betsabea al bagno; La Madonna col Bambino appare a san Gaetano da Thiene; Verona rende omaggio alla Vergine; San Giuseppe da Copertino vola verso la statua dell'Immacolata; Pomponio Secondo riceve gli onori trionfali; La Madonna col Bambino l'angelo custode e i santi Lorenzo, Lucia, Antonio da Padova e Barbara; Angelica e Medoro; Danae; Leda e il cigno; La Madonna col Bambino e san Tommaso da Villanova; Redentore con i santi Egidio, Gaetano da Thiene, Francesco di Sales e le anime del Purgatorio di Giambettino Cignaroli - Prudenza; Mundi vetus recens: hinc posterum unversale systema , di Felice Boscarati - Commedia dell'arte in Arena; Spettacolo di strada di Marco Marcola
Itinerari nelle chiese di Verona
Oltre ai dipinti di questa sezione della mostra "Il Settecento a Verona, la nobiltà della pittura", è possibile ammirare le opere dei grandi artisti del primo Settecento nel loro contesto originale all'interno delle chiese veronesi. Le guide turistiche di Verona in occasione della mostra, organizzano itinerari guidati alla scoperta della pittura del Settecento. Per maggiori informazioni o per prenotare una visita guidata in mostra o in città:
info@mostralouvreverona.com
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