26 novembre 2011 – 9 aprile 2012 Il Settecento a Verona: La Nobiltà della Pittura


Mostre a Verona - Palazzo della Gran Guardia
Palazzo della Ragione - Visite guidate
 

Mirò poesia e luce

Dal 22 giugno al 9 settembre, si terrà una nuova grande mostra a palazzo della Gran Guardia a Verona: Mirò pesia e luce, 80 grandi capolavori dell'artista catalano tra dipinti di grande formato, terracotte, bronzi.

Visite guidate per individuali.
Sabato - domenica, 11.00.
Necessaria la prenotazione. La visita è confermata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti (6).

Prenotazione visite guidate:
+39 348 726 8458
info@mostralouvreverona.com

Alle Origini dell'Archeologia: Nel Settecento fra Scavo e Collezione
mostra settecento teatro romano
In occasione della mostra "Il Settecento a Verona", al Museo Archeologico di Verona presso il Teatro Romano, è stata allestita una mostra che mette in luce come a Verona, nel secolo dei lumi, vi fosse già una fervente un'attività di scavo, collezoionismo e studio delle antichità romane. La mostra sarà un'ottima occasione per veronesi e turisti di conoscere uno dei musei cittadini più affascinanti.


villa novare
 
Itinerari settecenteschi a Verona e in provincia

Tra i siti proposti nella provincia per una visita guidata in tema con la mostra "Il Settecento a Verona" vi è villa Novare, che per la struttura architettonica, l'impianto decorativo e i personaggi che la frequentarono ben rappresenta lo spirito dell'epoca.
La villa si trova a Novare, un piccolo borgo agricolo nel cuore della Valpolicella, nel territorio di Negrar, uno dei cinque comuni che costituiscono la Valpolicella Classica, celebre zona vitivinicola dove viene prodotto l'Amarone. Il progetto è dell'architetto Adriano Cristofali. Nel Settecento divenne un animato ritrovo culturale e mondano, frequentato da personaggi illustri come i poeti Ippolito Pindemonte, Bartolomeo Lorenzi, Giuseppe Torelli.
Il Pindemonte in particolare era di casa a Novare, poeta sensibile al fascino della natura tanto quanto a quello femminile. Vinto dalle grazie della padrona di casa, la contessa Elisa Mosconi Contarini, egli trascorreva nella villa giornate non sempre e solo dedite a dotte conversazioni.

La villa è costituita da un corpo centrale avanzato rispetto alle ali disposte simmetricamente ai lati del giardino antistante. Fastigio e tetto sono decorati da statue di divinità greco-romane, pinnacoli e vasi. Al piano nobile, abbellito da balconi, colonne ioniche sorreggono un timpano inserito nel fastigio. La facciata della villa, che accoglie il visitatore alla fine di un lungo viale fiancheggiato di vigneti è decisamente sontuoso.
Appena entrati si è accolti da un grandioso salone centrale, la cui altezza è pari a quella dei due piani dell'edificio.
Una balaustra praticabile in legno decorato a simil-marmo percorre le pareti dividendole in due zone. Nella parte bassa, all'interno di finte nicchie dipinte ad affresco sono racchiuse allegorie a monocromo realizzate da Giuseppe Valliani detto il Pistoiese: Architettura, Pittura, Astronomia, Scultura, Geometria e Musica.
Nella parte alta le pareti sono illusionisticamente aperte verso ampi loggiati a colonne tra le quali si ergono le raffigurazioni della Pace e della Giustizia.

affresco villa novare

Al centro il soffito è "sfondato" da un oculo ellissoidale che da' accesso al cielo, sulla cui luminosità spiccano figure divine e personificazioni che si muovono fra le nuvole. Al centro, Flora, dea della natura e dell'agricoltura, è assisa tra fiori variopinti. La Primavera e l'Estate le presentano i propri frutti. Le figure contrastano per la chiarezza delle tinte col gruppetto dell'Autunno e dell'Inverno, più in basso su fosche nubi temporalesche, mentre Zefiro, personificazione del vento occidentale, seguito da festosi angioletti, si libra nell'aria, quasi fin dentro lo spazio del salone. L'affresco, in un stile che ricorda lo stile arioso e movimentato dello stesso Tiepolo è del bolognese Prospero Pesci.

Villa Novare è una residenza fastosa dunque, la cui costruzione causò seri problemi economici al primo proprietario, Gaetano Fattori, che fu costretto a venderla prima che i lavori fossero completati. La proprietà fu quindi acquistata dai Mosconi, che vi fecero realizzare il giardino, il bosco e un romantico laghetto.
Il parco di villa Novare, tanto caro al Pindemonte, è forse l'unico tra quelli delle ville veronesi a essere stato voluto completamente all'inglese, stile che andava progressivamente prendendo piede nell'Europa rococò del Settecento. Quello di villa Novare è un perfetto esempio di giardino anglo-cinese in cui la natura, apparentemente più libera che nel giardino italiano o francese, raccoglie in pochi chilometri quadrati un microcosmo con laghetto, un ponte giapponese, una casa rurale del nord Europa, un bosco buio e cupo.

La villa, da sempre quore di un'intensa attività agricola, è ancora sede di una prestigiosa azienda vitivinicola. A completamento della visita potranno essere ammirate le cantine storiche con le botti imponenti, i fruttai per l'appassimento delle uve per la produzione di Recioto e Amarone, i vigneti.
Per gli amanti del vino possono essere organizzate delle degustazioni di vini tipici della Valpolicella.

cantina villa novare

Per maggiori informazioni o per prenotare una visita guidata a villa Novare in occasione della mostra il Settecento a Verona:

info@mostralouvreverona.com

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