26 novembre 2011 – 9 aprile 2012 Il Settecento a Verona: La Nobiltà della Pittura


Mostre a Verona - Palazzo della Gran Guardia
Palazzo della Ragione - Visite guidate
 

Mirò poesia e luce

Dal 22 giugno al 9 settembre, si terrà una nuova grande mostra a palazzo della Gran Guardia a Verona: Mirò pesia e luce, 80 grandi capolavori dell'artista catalano tra dipinti di grande formato, terracotte, bronzi.

Visite guidate per individuali.
Sabato - domenica, 11.00.
Necessaria la prenotazione. La visita è confermata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti (6).

Prenotazione visite guidate:
+39 348 726 8458
info@mostralouvreverona.com

Alle Origini dell'Archeologia: Nel Settecento fra Scavo e Collezione
mostra settecento teatro romano
In occasione della mostra "Il Settecento a Verona", al Museo Archeologico di Verona presso il Teatro Romano, è stata allestita una mostra che mette in luce come a Verona, nel secolo dei lumi, vi fosse già una fervente un'attività di scavo, collezoionismo e studio delle antichità romane. La mostra sarà un'ottima occasione per veronesi e turisti di conoscere uno dei musei cittadini più affascinanti.


rotari fanciulla ventaglio

Il Settecento a Verona - I ritratti di PIetro Antonio Rotari

Una sezione importante della mostra "Il Settecento a Verona, la nobiltà della pittura" sarà dedicata alla straordinaria personalità artistica di Pietro Antonio Rotari (1707-1762).
Di nobili origini, Rotari studia pittura a Venezia, poi a Roma e quindi a Napoli dove è a bottega dal Solimena, importante personalità della pittura barocca partenopea.
Tornato a Verona dove esegue alcune opere per chiese cittadine è nuovamente all'estero, a Vienna, dove dal pittore francese Liotard incomincia a realizzare alcuni ritratti di fanciulle e giovinette colmi di fascino e sfumature espressive che riscontrano subito un grande successo.
Il Rotari da Vienna passa a Dresda e da lì a San Pitroburgo dove, entrando in grande confidenza con Caterina II, Imperatrice di tutte le Russie viene nominato "pittore primario".
Rotari in breve tempo diventa un pittore di grido, i suoi ritratti sono richiestissimi da giorni nobili e i suoi rapporti con l'Imperatrice diventano così stretti da suscitare gelosie anche per le fortune che arriva ad accumulare grazie alla sua opera di pittore.
Rotari muore improvvisamente in seguito a una colica subito dopo un pranzo tanto che restano i sospetti di avvelenamento. Gli vennero comunque tributate grandiose esequie e 400 sue tele vennero acuistate personalmente dall'Imperatrice che le usò per rivestire le pareti del grande salone del castello di Peterhof dove ancora si trovano nonostante i drammatici eventi che proprio in quei luoghi si svolsero nel 1917.

I ritratti del Rotari singolarmente e nel loro insieme come accumulazione di volti e tipi femminili rappresentano un'opera originale e modernissima e lasciano lo spettatore spesso attonito di fronte alla capacità di esprimere sentimenti, stati d'animo, pensieri e caratteri quasi che il pittore sia riuscito a raffigurare l'anima del proprio soggetto creando un catalogo di tipi femminili e umani. Abbiamo così espressioni e pose civettuole, ammiccanti, benevole, tristi, assonnate, seduttive, innocenti, languide, scostanti, arrabbiate, maliziose, rese con una grande capacità tecnica in cui lo spettatore viene assorbito a lungo.

In questa sezione tuta dedicata all'opera di Pietro Antonio Rotari: Giovane dotta in costume ungherese; Giovane donna malata e sofferente; Giovane donna con copricapo di pelliccia; Ragazza che cuce; Ragazzo con mano sul mento; Giovane donna con collariono di pizzo: Giovane donna con fiore nei capelli: Ragazzo con giubbetto berde; Giovanetta che ride; Giovanetta che piance; Giovane donna con ventaglio; Testa di fanciulla.

Per maggiori informazioni o per prenotare una visita guidata alla mostra Il Settecento a Verona o per uno degli itinerari guidati proposti dalle guide turistiche di Verona per approfondire la conoscenza della città e riscoprire come sono mutate le vedute di Verona ammirate in mostra:

info@mostralouvreverona.com

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